19 mar 2010

Le Migliore Ginnaste della Storia !

La ginnastica artistica femminile e certamente una delle discipline sportive più difficili,che richiedono forza,agilità e coordinamento.Le specialità della ginnastica femminile sono:Volteggio,parallele asimmetriche,trave di equilibrio e corpo libero.Le origini della ginnastica artistica sono molto antiche.Si possono individuare in diverse culture,quali quella cinese,egizia e micenea.Esistono esempi di spettacolo nell’arte minoica che avevano gli stessi principi della ginnastica odierna,come la bellezza del movimento,il controllo dell’azione,il coraggio del gesto. Le migliori ginnaste del mondo provengono tradizionalmente da Europa orientale.Vediamo quali sono :

 

SVETLANA  KHORKINA-RUSSIA

khorkina

Dopo aver vinto sette medaglie olimpiche e venti medaglie ai campionati mondiali,questa ginnasta insolitamente alta è considerata una delle più popolari e di maggior successo della sua generazione.Lei è la prima ginnasta a vincere tre titoli mondiali (1997,2001,2003 ).Si guadagnò il soprannome di “Queen of the Bars” per la sua specializzazione nelle parallele asimmetriche dove ha vinto cinque titoli mondiali(1995-1997,1999,2001) e due titoli olimpici(1996,2000).Lei è meglio conosciuta per la sua danza espressiva ed elegante,come pure per la sua routine estremamente difficile e innovativo.

LARISSA  LATYNINA-RUSSIA

Latynina

Ha vinto due titoli mondiali(1958,1962) e due titoli olimpici(1956,1960).Lei detiene ancora il record per aver vinto il maggior numero de medaglie olimpiche  a 18 anni :nove medaglie d’oro,cinque d’argento,e quattro di bronzo.Conosciuta per i suoi movimenti aggraziati nei esercizi di corpo libero dove ha vinto tre titoli olimpici consecutivi (1956,1960,1964).

 

NADIA  COMANECI-ROMANIA

NADIA

Dieci.Il numero della perfezione assoluta.E il punteggio che Nadia ,14 anni,ottiene il 18 luglio 1976,dopo il suo esercizio alle parallele asimmetriche ai Giochi di Montreal.Il primo “10” nella storia della ginnastica.Il punteggio crea dei problemi agli organizzatori che in questo caso non hanno lo spazio sui tabelloni elettronici per segnare un punteggio di 10.00 e devono ricorrere all’espediente 1.00.Nadia otterrà altri sei “10” conquistando tre medaglie d’oro,una d’argento e una di bronzo.Quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Mosca Nadia vince ancora due medaglie d’oro e due d’argento.

Cenni biografici

Riconosciuta come la miglior ginnasta e una delle migliori atlete del secolo in assoluto.

SVETLANA  BOGINSKAYA – USSR/BELARUS

Boginskaya

Ha vinto il titolo mondiale nel 1989 e tre volte medaglia Olimpica.Lei e una delle pochissime ginnaste della storia ad aver partecipato  a tre Olimpiadi.Nel 1990 ha spazzato i campionati Europei,vincendo l’oro in ogni singolo evento.Soprannominata “Goddess of Gymnastics” (Dea della Ginnastica ) e “Belarusian Swan” a causa della sua statura e la grazia dei suoi balletti .

LUDMILLA  TOURISCHEVA – USSR / UKRAINE

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Ha vinto due titoli mondiali nel 1970 e 1974.Con il suo stile e stata considerata l’epitome della ginnastica sovietica per la grazia,linea classica,forma perfetta e la tecnica impeccabile . Anche se ha vinto il titolo nelle Olimpiadi di Monaco 1972 , e stata in gran parte messa in ombra dalla fama inattesa di Olga Korbut,la sua connazionale.

Vèra Càslavskà -  Czechoslovakia

vera

 

Una degli uniche due ginnaste,insieme a Larissa  Latynina del USSR,che hanno vinto due titoli Olimpici consecutivi (1964,1968 ).Lei detiene il record del maggior numero di titoli Olimpici ad livello individuale, record che ancora oggi non e stato imbattuto .Era nota per il suo atteggiamento allegro e presenza scenica straordinaria e allo stesso tempo era anche venerata per il suo coraggio di esprimere apertamente la sua opposizione al comunismo  e l’invasione sovietica del suo paese durante le Olimpiadi di Messico nel 1968.

1 mar 2010

Martisor:Festa della Primavera!

Per il popolo romeno il giorno di primo marzo è legato all’usanza del martisor. La tradizione dice che il tempo primaverile ed estivo saranno proprio come quello del 1° marzo. Questo giorno è legato all'usanza del “martisor” (diminutivo di “martie” - marzo). Le credenze popolari dicono che chi indossa il “martisor” sarà fortunato e in salute. Nei tempi antichi, il “martisor” era fatto di due linee di lana, una bianca e una rossa o nera, come simbolo delle due stagioni principali – inverno ed estate. Le donne usabano fare questo lavoro. che legavano al polso e collo dei loro figli. Il “martisor” era anche portato da giovanotti e adulti. Inoltre, veniva legato sulle corna delle mucche o sulla porta della stalla, per proteggere la casa. Nei tempi ancichi, il 1° marzo era l'inizio di un anno nuovo, un momento in cui la gente aveva bisogno di proteggersi dagli spiriti maligni. Più tardi, si appese una moneta d'oro o un medaglione, con una funzione protettiva. Il “martisor” si porta fino alla fioritura delle rose o dei ciliegi, ai cui rami sono poi appesi.

Per i romeni il primo giorno di marzo è il sinonimo della festa del martisor (diminutivo di “martie”- marzo). Il ma(rt,is,or (che in italiano si pronuncia marzishor), simbolo della primavera, si confeziona con dei fili bianchi e rossi, di cotone o setta, intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto. A questo cordoncino si appende un ciondolo portafortuna, notevole perché può assumere le più diverse forme simboliche (un tempo monetine d´oro o d´argento, ma anche fili di erba, germogli o fiori; oggi fiori, animaletti, cuoricini, eccetera).

Le credenze popolari dicono che chi indossa il “martisor” sarà fortunato e in salute per tutto l´anno. Oggi l´usanza consiste nel donare questo ciondolino con il suo fiocco bianco e rosso a tutte le donne, dalle nipoti alle nonne, come augurio di buona fortuna, amore e di buon inizio di primavera. Nel nord della Romania, in Moldavia e in Bucovina, la tradizione vuole che anche gli uomini ricevano questo simbolo della primavera. Chi lo ha ricevuto lo deve portare attaccato al petto vicino al cuore. Il bello di questa festa è la gioia che si sente in tutte le vie delle città, che per l´occasione, già dai primi giorni di febbraio si riempiono di bancarelle, dove è messa in vendita una svariata scelta di martisoare di diverse forme e colori.

Nei tempi antichi, il “martisor” era fatto semplicemente di due fili di lana, uno bianco e uno rosso o nero, come simbolo delle due stagioni principali – inverno ed estate. Le donne usavano fare questo lavoretto, che legavano al polso e al collo dei loro figli. Inoltre, veniva legato sulle corna delle mucche o sulla porta della stalla, per proteggere la casa. Nei tempi antichi, il primo marzo era l´inizio di un anno nuovo, un momento in cui la gente aveva bisogno di proteggersi dagli spiriti maligni. Più tardi, si appese ai fili una moneta d´oro o un medaglione, con una funzione protettiva. In diversi scavi archeologici della Romania sono stati ritrovati dei martisor datati più di 6000 anni fa. Sotto forma di piccoli sassolini di torrente, verniciati di bianco e rosso, si portavano intorno al collo appesi a un filo.

Il colore rosso, quello del fuoco, del sangue e del sole, era attribuito alla vita, quindi alla donna. Invece il colore bianco, che richiama la trasparenza dell´acqua e il bianco delle nuvole, era specifico alla saggezza dell´uomo. Questi colori, che adesso ritroviamo nel cordoncino del martisor, esprimono il legame inseparabile dei due principi, come il continuo movimento della materia, il ciclo della natura, con tutte le sue forze vitali.

Inoltre, il primo non è solo la festa del martisor, ma anche di Dochia, un´antica divinità che muore il primo e rivive il 9 marzo (l´equinozio di primavera nel vecchio calendario popolare). Dochia ricorda la Grande madre Terra e può essere associata con Diana e Giunone dei Romani e con Era e Artemide dei Greci.

La leggenda dice che la vecchia Dochia fosse una cattiva suocera, che il primo giorno di marzo mandò sua nuora in montagna a raccogliere fragole. Per strada, la ragazza incontrò un vecchio che le diede un mucchio di fragole. Nel vedere i frutti, la vecchia Dochia credette che fosse arrivata la primavera. Così indossò le sue nove pellicce (dodici in Moldavia e Bucovina), prese le pecore e andò sulla montagna. Il tempo tiepido le fece togliere le pellicce, una ad una. Ma il freddo e la pioggia arrivarono d´improvviso e la vecchia, insieme alle sue pecore, fu trasformata in ghiaccio, che divenne poi roccia. Così si sarebbe formata la roccia chiamata Babele (le Vecchie) delle montagne Bucegi. La tradizione dice che la vecchia Dochia, che scuote le sue pellicce piene di pioggia o neve, sia tuttora responsabile del tempo pazzerello dell´inizio di marzo.

Cultura romena

Romania:Territorio e Economia.

Territorio
Di forma pressochè circolare,in parte delimitata a sud dal Danubio e a est
da un suo importante tributario,il Prut,la Romania occupa la parte orientale
della regione carpato-danubiana.Le grandi aree naturali romene sono
armonicamente distribuite in un anfiteatro concentrico;al centro si trova
l'altopiano della Transilvania attorniato dalla catena dei Carpazi,mentre
all'esterno la zona delle colline e dei pianori trapassa in una fascia di
basse pianure che si estendono sino alle frontiere del Paese:la Valacchia
a sud,verso il Danubio,la Moldova a est,verso il Prut.E infine compresa
nella Romania quasi tutta la Dobrogea,area di modesta elevazione tra
il corso terminale del Danubio e il Mar Nero.                                           
                                                                                   
    Economia
Oltre alle colture cerialicole,che sono alla base del fabbisogno alimentare
della popolazione,vaste aree sono destinate alle foraggere,necesarie
a un allevamento in continua espansione.
Notevole è l'allevamento del bestiame,attivita che viene ormai svolta
in grandi aziende modernamente attrezzate.Conserva il suo importante
ruolo l'allevamento ovino,di recente sono state introdotte nel Paese
razze pregiate per la lana(di cui la Romania è tra i principali 
produttori di Europa),come le pecore merinos.
Attiva è la pesca;il magior quantitativo di pescato proviene dal
Danubio e alle numerose lagune che orlano le coste della Dobrogea.
Chiave dell'economia romena sono le industrie siderurgica,metalmeccanica
e chimica:questi sono appunto i settori che hanno registrato i maggiori
progressi.

Bucuresti












E la capitale della Romania ed è situata nella parte sud-orientale del
Paese,al centro della pianura Valacca,tra il Danubio al sud e i 
Carpazi a nord;è atraversata dal fiume Dambovita,affluente 
dell'Arges.


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